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Presupposti art. 700 cpc provvedimento di urgenza (giurisprudenza)

Cassazione, sezione lavoro, massima sentenza n. 3898 del 17.03.2003
Anche nel quadro del processo civile riformato dalla legge 26 novembre 1990, n. 353 e successive modificazioni, il provvedimento d'urgenza, adottato secondo il rito cautelare uniforme previsto dagli articoli 669-bis c.p.c. e segg. continua ad essere caratterizzato, oltre che dalla sua strumentalità, dalla provvisorietà e dal difetto di decisorietà, essendo destinato, data la sua natura interinale, ad essere assorbito o superato dagli altri provvedimenti che possano essere adottati nel corso del giudizio, essendo inidoneo a produrre effetti sostanziali o processuali sulla vicenda sottoposta all'esame del giudice. (Nella specie, la Corte di Cassazione ha ritenuto affetta da vizio di motivazione la sentenza del giudice di merito la quale aveva tratto, dal rigetto di un ricorso ex art. 700 c.p.c. non reclamato, la conseguenza dell'implicita valutazione di legittimità dell'operato dell'azienda e della mala fede del comportamento della lavoratrice, che aveva rifiutato di adeguarsi al nuovo orario lavorativo).

Cassazione massima sentenza n. 9008 del 27.07.1992
I provvedimenti d'urgenza ex art. 700 c.p.c. hanno natura strumentale e funzione cautelativa del tutto provvisoria, in quanto volti ad evitare che la futura pronuncia del giudice possa restare pregiudicata dal tempo necessario per ottenerla e destinati a perdere efficacia e vigore in virtù di tale pronuncia, nella quale rimangono assorbiti e caducati. Ne deriva che, essendo essi privi dei requisiti propri della sentenza e, comunque, del provvedimento decisorio atto a produrre effetti di diritto sostanziale e/o processuale con autorità di giudicato, il controllo sugli stessi non può esercitarsi con autonoma impugnazione (sia esso l'appello e il ricorso per Cassazione ex art. 3 Cost.), che è, oltretutto, incompatibile con l'automatica caducazione dei provvedimenti interinali per effetto della decisione di merito, ovvero della mancata proposizione del giudizio a questo relativo.

Cassazione massima sentenza n. 49 del 07.01.1992
Il procedimento speciale previsto dall'art. 700 c.p.c. e seguenti, è strumentalmente finalizzato ad assicurare mediante i provvedimenti immediati ed urgenti, gli effetti della futura decisione di merito, cosicché una volta pronunciati detti provvedimenti e rimesse le parti davanti al giudice competente per il merito, la fase pretorile di cognizione sommaria è conclusa, essendo la fase di merito del tutto svincolata dalle condizioni cui era soggetta la prima e caratterizzata da un proprio "petitum" e da una propria "causa petendi". Conseguentemente in questa seconda fase possono essere proposte tutte le possibili domande, anche riconvenzionali, attinenti al merito, pur se dirette a far valere un diritto diverso da quello cui si riferivano le domande formulate nel procedimento cautelare, e la decisione finale viene totalmente a sostituirsi alla pronuncia interinale del pretore, anche quando si conformi in tutto o in parte alla stessa.

Cassazione massima sentenza n. 12787 del 27.12.1993
I provvedimenti d'urgenza hanno natura strumentale e funzione cautelativa del tutto provvisoria in quanto volti ad evitare che la futura pronunzia del giudice possa restare pregiudicata nel tempo necessario per ottenerla. Essi, quindi, sono destinati a perdere ogni efficacia e vigore a seguito della decisione emessa nel successivo giudizio di merito nella quale rimangono assorbiti e caducati, con l'esaurimento della funzione cautelare che li caratterizza. Pertanto, poiché detti provvedimenti sono privi dei requisiti propri della sentenza o comunque di un provvedimento decisorio atto a produrre effetti di diritto sostanziale e processuale con autorità di giudicato, il controllo sugli stessi non può esercitarsi con un'automa impugnazione, sia essa l'appello o il ricorso per Cassazione ex art. 111 Cost., esaurendosi la loro funzione con la decisione di merito.


Formulario Memorie di replica

La Memoria di replica è un atto di parte, previsto dall'art. 190 c.p.c., che semplicemente funzione di replicare alle deduzioni della controparte rassegnate in comparsa conclusionale. Le memorie di replica non possono, quindi, contenere nuove conclusioni. 
Esse vanno normalmente depositate 20 giorni dopo la scadenza del termine di deposito della comparsa conclusionale.
Segue un modello di memorie di replica

TRIBUNALE DI ...
VII SEZIONE
(G.I. DOTT.SSA ... - R.G. N. 23136/2012 – ULT. UD. 27.06.14)
MEMORIE DI REPLICA EX ART. 190 C.P.C.
nell’interesse della A. S.r.l. (P.IVA: ...) rappresentata e difesa come in atti
– convenuta –
contro
il sig. Tizio, rappresentato e difeso come in atti
– attore –
***
Con il presente atto la società convenuta intende brevemente replicare alle deduzione avversarie di cui alla comparsa conclusionale depositata da controparte in data 10.10.2014.
***
Nel riportarsi a tutto quanto già indicato nei precedenti atti e scritti difensivi, ci si permette di sottoporre all’ill.mo Giudice adito le seguenti brevi
osservazioni
1.- Sulla pretesa revoca (pag. da 4 a 12 della comparsa)
- Brevemente ci si permette di evidenziare che lo stesso Sig. Tizio dichiarava, all’atto della revoca: “accetta di continuare la sua attività limitatamente ai soli atti di ordinaria amministrazione fino alla nomina del nuovo amministratore”. Non c’è chi non vede che il Tizio non solo rinunciava alla carica di amministratore, ma anche ai diritti che ne conseguono.
2.- Sul preteso danno da perdita di chances – preteso danno non patrimoniale
Controparte sostiene nella propria comparsa conclusionale (pag. da 12 a 15) che il Sig. Tizio avrebbe subito un danno da lucro cessante per perdita di chances a seguito del suo rifiuto dell’offerta di General Manager.
Tale danno non sussiste, in primo luogo perché l’interruzione del rapporto è stata legittima (per le ragioni giùà espresse nei precedenti atti) e, ulteriormente, perché: a) Invero, se l’attore avesse continuato a svolgere l’incarico amministrativo non avrebbe, per sua stessa ammissione e per sua stessa volontà, ricoperto altri incarichi; b) nella specie non vi è stato alcun impedimento da parte della scrivente società, né diretto né tantomeno indiretto, al raggiungimento del risultato sperato da controparte: alcuna norma di legge o di contratto disponeva l’incompatibilità tra l’incarico di amministratore con altri incarichi di qualsiasi tipo. Diversamente il Sig. Tizio, per scelta esclusivamente personale, asserisce di aver voluto rifiutare la proposta di svolgere l’incarico di General Manager che si deduce effettuata dalla F.
***
Tanto premesso, la A.s.r.l., come sopra rappresentata, difesa ed elettivamente domiciliata, si riporta alle conclusioni già rassegnate, qui da intendersi ripetute e trascritte.
Luogo e data
avv. Firma avvocato

Fermo amministrativo - Richiesta rilascio liberatoria ad Equitalia

Spett.le Equitalia S.p.A., sede di Roma

OGGETTO: DELEGA PER LIBERATORIA E QUIETANZA AD EQUITALIA PER RILASCIO FERMO AMMINISTRATIVO PRESSO PRA
Il sottoscritto Sig. Tizio (C.F. ...), residente in ROMA (RM), via Lanzotti, senza numero civico, nella qualità di proprietario dell’autoveicolo tipo OPEL ASTRA tg. “[inserire numero di targa]” e nella qualità di destinatario della cartella Equitalia che ha comportato il fermo amministrativo, al fine di procedere alla Cancellazione dello stato di fermo amministrativo del medesimo autoveicolo, considerato che il debito di cui alla cartella esattoriale numero [inserire numero cartella] è stato pienamente soddisfatto
CHIEDE
Alla Equitalia di voler rilasciare:
1) il provvedimento di revoca (liberatoria) dell’Agente della riscossione;
2) la quietanza di pagamento della cartella esattoriale interessata.
Ciò allo scopo di richiedere al competente P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico), la cancellazione del fermo amministrativo.
A tal fine, delega a compiere tutta l’attività conseguente (compreso il ritiro) presso gli uffici della riscossione la Sig.ra Sempronia (Codice Fiscale: ...). Si allegano documenti d’identità del delegante e copia Certificato di proprietà autoveicolo.

Firma Tizio

Monitoraggio fiscale società estere

La legge n. 97/2013 prevede che gli obblighi dichiarativi e fiscali sono posti a carico oltre che delle società estere anche dei soggetti di cui all’art. 1, comma 2, lett. u), del D.Lgs. n. 231/2007. Essi sono da intendersi i titolari effettivi dell'attività, meglio definiti come “la persona o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedono o controllano il cliente nonché la persona fisica per conto della quale è realizzata un’operazione o un’attività”, individuate sulla base dei criteri di cui al decreto n. 231/2007. Dunque, l'assoggettamento al monitoraggio fiscale per le attività estere, pur essendo intestate a società di qualsiasi tipo che siano comunque riconducibili a persone fisiche, ad enti non commerciali o a società semplici (ed equiparate) che siano residenti in Italia in qualità di “titolari effettivi” delle attività stesse, come sopra definiti. Alla luce di quanto sopra, sono tenuti alla dichiarazione delle attività detenute all’estero sia i detentori “formali” delle stesse, sia i soggetti che - ai sensi del citato d.lgs. n. 231/2007 - possono essere considerati “titolari effettivi”, status riferibile, secondo l’Amministrazione finanziaria, a tutti i contribuenti soggetti al monitoraggio nonostante che il decreto antiriciclaggio faccia riferimento solo alle persone fisiche. Invero, l’allegato tecnico del decreto citato stabilisce che per “titolare effettivo” deve intendersi:

“a) in caso di società:

1) la persona fisica o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedano o controllino un’entità giuridica, attraverso il possesso o il controllo diretto o indiretto di una percentuale sufficiente delle partecipazioni al capitale sociale o dei diritti di voto in seno a tale entità giuridica, anche tramite azioni al portatore, purché non si tratti di una società ammessa alla quotazione su un mercato regolamentato e sottoposta a obblighi di comunicazione conformi alla normativa comunitaria o a standard internazionali equivalenti; tale criterio si ritiene soddisfatto quando la percentuale si attesta al 25% più uno di partecipazione al capitale sociale;

2) la persona fisica o le persone fisiche che esercitano in altro modo il controllo sulla direzione di un’entità giuridica;

b) in caso di entità giuridiche quali le fondazioni e di istituti giuridici quali i trust, che amministrano e distribuiscono fondi:

1) se i futuri beneficiari sono già stati determinati, la persona fisica o le persone fisiche beneficiarie del 25% o più del patrimonio di un’entità giuridica;

2) se le persone che beneficiano dell’entità giuridica non sono ancora state determinate, la categoria di persone nel cui interesse principale è stata istituita o agisce l’entità giuridica;

3) la persona fisica o le persone fisiche che esercitano un controllo sul 25% o più del patrimonio di un’entità giuridica”.

contributi minimi sospesi per avvocati

Dal sito della Cassa Forense si legge che i contributi minimi per gli avvocati iscritti da meno di nove anni sarebbero sospesi. Non dovrebbe essere pagata la rata di settembre, in applicazione dell'art. 21 l.n. 247/2012 salvo recupero e/o conguaglio.
Così si legge sul sito della cassa, cui comunque si rinvia seguendo il seguente link

"Contributi minimi 2014 in corso di riscossione
L'ultima rata dei contributi minimi 2014 (30/09/2014) in corso di riscossione è sospesa per tutti gli iscritti per i quali il 2014 sia compreso tra i primi 9 anni di iscrizione alla Cassa. Entro il 31/12/2014 i contributi stessi verranno ricalcolati sulla base di quanto disposto dal nuovo regolamento e verrà data specifica comunicazione agli interessati per la regolarizzazione della posizione contributiva. Eventuali somme risultanti a credito, a seguito di tale ricalcolo, saranno oggetto di compensazione in sede di mod. 5/2015, una volta conosciuto il reddito dell'iscritto".

ESEMPIO RICORSO OPPOSIZIONE CARTELLA ESATTORIALE MANCATA NOTIFICA MULTA

Di seguito si riporta una formula da usare per ricorso in opposizione a cartella esattoriale in caso di mancata (o tardiva) notifica della multa (la notifica della multa deve avvenire entro 90 giorni da quando è stata elevata)

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI CITTA'
RICORSO IN OPPOSIZIONE A CARTELLA ESATTORIALE PER SANZIONE AMMINISTRATIVA
Per il sig. Sempronio, nato a … , il …, C.F. … e residente in Napoli, alla via Napoli n. 1, rappresentato e difeso dall’Avv. Mevio (C.F.: …) ed elettivamente domiciliato presso lo studio ..., in [inserire città], Corso [inserire indirizzo], n. 2, giusta procura a margine del presente atto, con richiesta di effettuarsi le comunicazioni di Cancelleria a mezzo fax all’utenza n. [inserire numero fax] ovvero a mezzo pec all’indirizzo  mevio@legalmail.it [inserire pec]
CONTRO
COMUNE DI [inserire Comune], in persona del Sindaco e legale rappresentante p.t., con sede [inserire sede]
NONCHE’ CONTRO
[inserire Nominativo agente riscossione], AGENTE DELLA RISCOSSIONE, in persona del suo l.r.p.t., con sede in [inserire sede].
OGGETTO: Ricorso in opposizione a Cartella Esattoriale n. [inserire numero cartella] notificata il [inserire data notifica] in relazione a verbale n. [inserire numero verbale] del Comune di Napoli, mai notificato
Premesso
1) In data 30.06.2014 veniva notificata al ricorrente cartella esattoriale n. [inserire numero cartella] che si allega in originale, con relata di notifica (doc. 1);
2) Che in particolare la cartella esattoriale si riferisce ad una pretesa contravvenzione ([inserire numero verbale]) che sarebbe stata elevata dalla Polizia Municipale del Comune di [inserire città] in data 22.07.2010;
3) Che il ricorrente non conosce il contenuto e le motivazioni di detto verbale che non è mai stato notificato;
4) Che invero la cartella esattoriale reca le seguenti motivazioni:
Codice Tributo  anno    Importo a ruolo   Estremi atto
5242                 2010   149,50                [inserire estremi atto]
Codice Tributo  anno    Importo a ruolo   Estremi atto
5243                 2010   89,70                  [inserire estremi atto]
Codice Tributo  anno    Importo a ruolo   Estremi atto
5354                 2010   13,40                  [inserire estremi atto]
5) Che, a dire di [inserire nome Ente impositore], gli importi sarebbero dovuti per contravvenzione del codice della strada (non meglio identificata), per maggiorazioni ex l.n. 689/81 e per recupero spese nonchè per compensi di riscossione;
6) Che è indicato in cartella che il verbale [inserire estremi verbale] del Comune di [inserire città], sarebbe stato notificato in data [inserire data pretesa notifica], ma tale circostanza non corrisponde al vero poiché il verbale non è stato mai notificato;
7) Diversamente, infatti, il verbale [inserire estremi verbale] del Comune di [inserire città] non è mai stato notificato al Sig. Sempronio né ad alcuno, come peraltro da controllo effettuato presso i competenti organi di Polizia Municipale;
8) Che il ricorrente non è a conoscenza del contenuto della multa e comunque contesta di aver mai violato il codice della strada.
Tanto premesso, il ricorrente, come sopra rappresentato, difeso ed elettivamente domiciliato propone
OPPOSIZIONE
alla Cartella Esattoriale n. [inserire numero cartella] notificata il [inserire data notifica] per i seguenti motivi
1. MANCATA NOTIFICA DEL VERBALE DI CONTRAVVENZIONE
Si eccepisce la mancata notifica o consegna del verbale relativo alla sanzione amministrativa [inserire estremi verbale].
Invero detto verbale non è stato mai notificato e/o comunicato e/o contestato all’opponente né nei termini di legge (entro 90 giorni,) né in alcun altro modo, né ad oggi, con la conseguenza che il ricorrente non è a conoscenza del contenuto e delle ragioni della multa né non ha mai potuto prenderne visione.
Tale circostanza rende annullabile la cartella esattoriale e/o inesistente il procedimento e, pertanto, nullo il provvedimento per cui è causa.
2. NULLITA’ DEL VERBALE SINTETIZZATO, RIPORTATO IN CARTELLA
In ultimo gli estremi del verbale riportato in modo sintetizzato manca dei requisiti minimi previsti dal C.d.S. all’art. 200 e dell’art. 383/4 del Regolamento di esecuzione del C.d.S..
***
Tanto premesso, il ricorrente, come sopra rappresentato, difeso ed elettivamente domiciliato
CHIEDE
Che l’Ill.mo Giudice adito voglia, previa sospensione dell’esazione, così provvedere:
1) Accertare e dichiarare, per le ragioni di cui sopra, che la cartella esattoriale n. [inserire n. cartella esattoriale] è inefficace e/o nulla e/o inesistente e/o annullabile
Con conseguente condanna del Comune di [inserire città] e del Gestore della esattoria, come individuato, alle spese anche risarcitorie per il procedimento posto in essere;
2) Ordinare lo sgravio degli importi iscritti a ruolo;
3) Con vittoria di spese, diritti ed onorari di causa.
Produce, mediante deposito in Cancelleria:
1) Originale Cartella Esattoriale n. [inserire estremi cartella esattoriale] notificata il [inserire data notifica] con busta di recapito;
2) Copia ricorso.
Il presente procedimento ha un valore di Euro [inserire valore causa] e, dunque, si versa un contributo unificato di € [inserire importo Contributo Unificato].
Città e data [entro 30giorni dalla notifica della cartella]
Firma Avvocato

Formula precetto Generali - F.G.V.S.

ATTO DI PRECETTO

Per l’Avv. … (C.F.: ….) …, P.IVA: …, procuratore di sé medesimo, elettivamente domiciliato presso il suo studio in ...

PREMESSO

che in seguito a sentenza n. 1104/2014, emessa dal Giudice di Pace di … il …, relativa al procedimento tra la Sig.ra … e Generali Italia S.p.A. F.G.V.S. + altri, l’istante è divenuto creditore nei confronti di Generali Italia S.p.A. F.G.V.S., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con sede in via Marocchesa 14, 31021 Mogliano Veneto (TV), della somma di Euro … di cui … per spese sostenute oltre IVA e CPA, per spese di lite.
Ciò premesso, l’istante, come sopra rappresentato, difeso ed elettivamente domiciliato

INTIMA E FA PRECETTO

a Generali Italia S.p.A. F.G.V.S., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con sede in via Marocchesa 14, 31021 Mogliano Veneto (TV), di pagare all’istante, nel domicilio eletto, entro e non oltre 10 giorni dalla notifica del presente atto, la somma di € 2.613,20, così come di seguito specificato:

Spese legali liquidate in sent. € 2.100,00
Atto di precetto ex D.M. 140/2012 € 100,00
Spese per notifica precetto € 10,00
Totale € 2.210,00
CPA 4% su € 1.500,00 € 60,00
IVA 22% su € 1.560,00 € 343,20
Totale generale dovuto € 2.613,20

Oltre gli interessi e le somme maturande sino al soddisfo, con avvertimento ad esso intimato che, in difetto di pagamento entro 10 giorni dalla notifica del presente atto, si procederà in suo danno ad esecuzione forzata ai sensi di legge.
Il pagamento della ritenuta d’acconto andrà effettuato a favore di …, con sede legale in … e P. IVA: …, il quale emetterà fattura.
Il pagamento andrà effettuato con assegno presso il domicilio eletto e, quindi, presso, …
Luogo, data e firma