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Rinuncia agli atti pignoramento

TRIBUNALE DI ...
SEZ. ESECUZIONI – PIGNORAMENTI MOBILIARI PRESSO TERZI
CRON. BOLL.: ....; ISCRIZIONE A RUOLO DEL ...
nell’interesse del Sig. Cascone Ciro (C.F.: ...) rappresentato e difeso, in via congiunta e disgiunta, dall’Avv. ... (C.F.: ...) e dall’Avv. ... (C.F.: ...) ed elettivamente domiciliatO presso lo studio ... Studio Legale Associato, in ..., numero civico ..., città , giusta procura a margine del ricorso, con richiesta di inviarsi le comunicazioni di Cancelleria a mezzo fax all’utenza n. ______ ovvero a mezzo posta elettronica certificata a _________
- Creditore –
contro
Debitore, in persona del suo l.r.p.t., con sede in ________
– Debitore –
Nonché contro
Terzo in persona del suo l.r.p.t., con sede in ________
– Terzo Esecutato –
Premesso che
1. Con atto datato 15.10.2014, il creditore procedeva a pignoramento presso terzi per la somma di € 4.685,97, in virtù di sentenza n. 21026/2013 del tribunale di in ________, sez. lavoro;
2. Nelle more le somme dovute risultano essere stato versate;
3. Allo stato il creditore non ha interesse a procedere nel pignoramento intentato.
Alla luce di quanto sopra, il creditore, come sopra rappresentato, difeso ed elettivamente domiciliato
Rinuncia
Agli atti del procedimento suddetto e chiede cancellare il procedimento relativo.
luogo e data
Firma avvocati

Formula Procura pignoramento telematico

Procura [per processo telematico]
Avv.ti .... e ..., con la presente la sottoscritta, ... Vi delega e conferisce mandato a rappresentarla e difenderla, anche in via disgiunta, nel giudizio di pignoramento relativo al recupero dei crediti di cui alla sentenza n. ...  del Tribunale di Roma, sez. Lavoro, contro la ..., nonché nelle fasi successive anche di reclamo, opposizione, esecuzione e/o riassunzione, impugnazione conferendoVi all’uopo ogni più ampia facoltà di legge comprese quelle di chiamare terzi in causa, proporre domande riconvenzionali, transigere, rinunziare agli atti del giudizio, quietanzare, incassare somme, riassumere il giudizio, proporre appello e/o impugnazioni in genere e/ difendermi nelle stesse, nominare difensori in Vostra sostituzione e consulenti tecnici. Dichiaro di essere stato informato, in ossequio a quanto previsto dall’art. 4, 3° comma del D.lgs., 4 marzo 2010, n. 28: 1. della facoltà di esperire il procedimento di mediazione; 2. della possibilità, qualora ne ricorrano le condizioni, di avvalersi del gratuito patrocinio a spese dello Stato per la gestione del procedimento; 3. dei benefici fiscali connessi all’utilizzo della procedura. Ricevute le informazioni di cui D.Lgs. n. 196/2003, autorizzo i suddetti Avvocati al trattamento ed alla diffusione dei miei dati personali, anche sensibili, per le finalità inerenti lo svolgimento del presente mandato. Ai fini del suddetto giudizio, eleggo domicilio presso l’Avv. ...
Luogo, data e firma parte

È autentica la firma

firma avvocato

Conformità per iscrizione telematica pignoramento

Di seguito formula di dichiarazione di conformità (o autoconformità) per il pignoramento nel processo civile telematico da indicare in calce all'atto scannerizzato in formato pdf.
Infatti, ai sensi dell'art. 543 cpc, comma quarto: "Il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l'esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi dell'atto di citazione, del titolo esecutivo e del precetto, entro trenta giorni dalla consegna. La conformità di tali copie è attestata dall'avvocato del creditore ai soli fini del presente articolo. Il cancelliere al momento del deposito forma il fascicolo dell'esecuzione."
E' dunque necessaria, la conformità di cui dio seguito un esempio, da inserire in calce al pignoramento, ai fini dell'iscrizione a ruolo del processo esecutivo:


DICHIARAZIONE DI AUTOCONFORMITA’

Il sottoscritto Avv. [inserire nominativo avvocato], C.F.: [inserire codice fiscale], con studio in [inserire via, numero civico e città], ai sensi e per gli effetti dell’art. 543, comma 4, c.p.c., attesta che l’antescritto atto (atto di pignoramento datato ... e notificato il ...) è copia conforme al suo originale.
Luogo e data
Firma avvocato

art. 543 c.p.c. - Forma del pignoramento

Art. 543 c.p.c. - Il pignoramento di crediti del debitore verso terzi o di cose del debitore che sono in possesso di terzi, si esegue mediante atto notificato al terzo e al debitore a norma degli articoli 137 e seguenti.

L'atto deve contenere, oltre all'ingiunzione al debitore di cui all'articolo 492:

1. l'indicazione del credito per il quale si procede, del titolo esecutivo e del precetto [c.p.c. 474, 480];

2. l'indicazione, almeno generica, delle cose o delle somme dovute e l'intimazione al terzo di non disporne senza ordine di giudice;

3. la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale competente nonché l'indicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata del creditore procedente;

4. la citazione del debitore a comparire davanti al giudice competente, con l'invito al terzo a comunicare la dichiarazione di cui all'articolo 547 al creditore procedente entro dieci giorni a mezzo raccomandata ovvero a mezzo di posta elettronica certificata; con l'avvertimento al terzo che in caso di mancata comunicazione della dichiarazione, la stessa dovrà essere resa dal terzo comparendo in un'apposita udienza e che quando il terzo non compare o, sebbene comparso, non rende la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso di cose di appartenenza del debitore, nell'ammontare o nei termini indicati dal creditore, si considereranno non contestati ai fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione.

Nell'indicare l'udienza di comparizione si deve rispettare il termine previsto nell'articolo 501.

Eseguita l'ultima notificazione, l'ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore l'originale dell'atto di citazione. Il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l'esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi dell'atto di citazione, del titolo esecutivo e del precetto, entro trenta giorni dalla consegna. La conformità di tali copie è attestata dall'avvocato del creditore ai soli fini del presente articolo. Il cancelliere al momento del deposito forma il fascicolo dell'esecuzione. Il pignoramento perde efficacia quando la nota di iscrizione a ruolo e le copie degli atti di cui al secondo periodo sono depositate oltre il termine di trenta giorni dalla consegna al creditore.

Quando procede a norma dell'articolo 492-bis, l'ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore il verbale, il titolo esecutivo ed il precetto, e si applicano le disposizioni di cui al quarto comma. Decorso il termine di cui all'articolo 501, il creditore pignorante e ognuno dei creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo possono chiedere l'assegnazione o la vendita delle cose mobili o l'assegnazione dei crediti. Sull'istanza di cui al periodo precedente il giudice fissa l'udienza per l'audizione del creditore e del debitore e provvede a norma degli articoli 552 o 553. Il decreto con cui viene fissata l'udienza di cui al periodo precedente è notificato a cura del creditore procedente e deve contenere l'invito e l'avvertimento al terzo di cui al numero 4) del secondo comma.



Giurisprudenza sull'art. 543 c.p.c.
Cassazione, massima sentenza n. 19059 del 05.09.2006
Nel processo di espropriazione forzata mobiliare presso terzi la dichiarazione del terzo ex art. 547 c.p.c. è preordinata all'individuazione della cosa assoggettata ad espropriazione, se essa è positiva il processo di esecuzione può procedere verso l'ordinario esito della vendita o dell'assegnazione della cosa (art. 552 c.p.c.), non profilandosi la necessità del giudizio di accertamento dell'obbligo sul medesimo incombente ex art. 549 c.p.c., la cui funzione è di pervenire - attraverso l'accertamento giudiziale del diritto del debitorea quella medesima individuazione. Non può considerarsi positiva una dichiarazione sostanziantesi nell'indicazione che la cosa oggetto di pignoramento risulta già costituita in pegno in favore di altri, giacché essa realizza il duplice effetto di rendere il creditore procedente edotto della circostanza che il bene oggetto del pignoramento è in realtà indisponibile, e di rendergli opponibile il contratto di pegno. Ne consegue che in presenza di una siffatta dichiarazione del terzo, il creditore pignorante non può limitarsi a meramente contestare la sussistenza della prelazione in una con l'efficacia verso i terzi dell'atto costitutivo del pegno, ma è tenuto, a pena di estinzione del procedimento ex art. 630 c.p.c., a promuovere l'incidentale ed autonomo giudizio di cognizione ex artt. 548 e 549 cod. proc. civ., che anzi è unico legittimato a richiedere, in quanto solo in senso approssimativo esso ha ad oggetto il diritto di credito del debitore esecutato verso il terzo debitore, tenuto conto che il diritto di credito pignorato si "autonomizza" al momento in cui viene effettuato il pignoramento mediante la notificazione dell'atto ex art. 543 c.p.c.., giacché pur essendo esso volto ad ottenere dal terzo debitore l'adempimento che costui doveva all'escusso, il creditore esecutante non agisce in nome e per conto di quest'ultimo (come chi esercita l'azione surrogatoria) né chiede di sostituirsi nella relativa posizione di (originario) creditore, bensì agisce "iure proprio" e nei limiti del proprio interesse. A domandare l'istruzione della causa di accertamento in questione non è invece legittimato il debitore esecutato che si veda contestata o non riconosciuta da parte del terzo l'esistenza di un suo credito, non potendo proporre nella sede esecutiva una domanda concernente l'esistenza non già del credito pignorato bensì del proprio credito verso il terzo qual esso è nel momento in cui il processo si svolge (e pertanto concernente oggetto diverso da quello proprio del giudizio ex art. 548 c.p.c.), che ben può proporre in un diverso, autonomo e separato processo.

Cassazione, massima sentenza n. 249 del 13.01.1983
Nell'esecuzione forzata presso terzi, il terzo che abbia reso la dichiarazione senza che sulla stessa siano sorte contestazioni (salvo l'apposito giudizio di cognizione nel quale sono litisconsorti lo stesso terzo, il creditore pignorante, il debitore ed i creditori intervenuti nell'esecuzione) rimane estraneo al rapporto processuale, essendo egli chiamato soltanto al fine di specificare di quali cose o somme sia debitore o si trovi in possesso e quando deve eseguirne il pagamento o la consegna e pertanto la sua partecipazione al giudizio di opposizione agli atti esecutivi - nel quale la controversia rimane limitata tra il debitore e il creditore procedente (oltre gli eventuali interventi) e la sentenza è destinata a fare stato esclusivamente rispetto a costoro - non è necessaria ai sensi dell'art. 102 c.p.c., né è imposta da altre specifiche disposizioni del codice di rito, come l'art. 604 c.p.c., ultimo comma, in tema di espropriazione contro il terzo proprietario, ma soltanto possibile in via d'intervento volontario, quando il terzo vi abbia interesse, per sostenere le ragioni dell'opponente.
__________

Formulario:

Sentenze art. 186 ter cpc ordinanza ingiunzione

Di seguito rassegna di giurisprudenza e sentenze sull'istanza di ingiunzione

Cassazione Sezioni Unite, Ordinanza n. 26937 del 02/12/2013

L'ordinanza-ingiunzione emessa ai sensi dell'art. 186 ter c.p.c., ancorché recante una pronuncia sulla giurisdizione, non può considerarsi come decisione sul merito, essendo soggetta alla disciplina delle ordinanze revocabili di cui agli artt. 177 e 178, primo comma, cod. proc. civ., sicché non preclude la proponibilità del regolamento di giurisdizione.

Cassazione Sezioni Unite, Sentenza n. 1820 del 29/01/2007
La disciplina contenuta nell'art. 186 ter c.p.c., con riferimento all'ordinanza-ingiunzione di pagamento o di consegna in corso di causa, non contempla l'apertura di una fase autonoma di opposizione, svincolata dal giudizio di merito pendente nel quale è stata emessa, né la sua definitività con gli effetti del giudicato in caso di omessa opposizione, prevedendo piuttosto che il processo debba proseguire regolarmente, affinché la condanna provvisoria venga revocata, modificata o confermata dalla sentenza conclusiva, dalla quale è necessariamente destinata ad essere sostituita o assorbita. Infatti, detto provvedimento anticipatorio è assoggettato al regime delle ordinanze revocabili di cui agli artt. 177 e 178, primo comma, c.p.c., e, come tale, è inidoneo ad assumere contenuto decisorio e ad incidere con l'autorità del giudicato su posizioni di diritto sostanziale. Di conseguenza, poiché gli eventuali vizi di tale ordinanza devono essere fatti valere nel giudizio di merito nel corso del quale viene adottata, la costituzione in giudizio del contumace a seguito dell'avvenuta notificazione dell'ordinanza medesima nei suoi confronti deve intendersi necessariamente come accettazione del contraddittorio in ordine alla controversia nel suo complesso. (Nella specie, la S.C. ha enunciato il riportato principio rigettando il motivo proposto da una società straniera che aveva eccepito l'inesistenza della notificazione della citazione per mancata sua traduzione nella lingua tedesca, invece da ritenersi meramente nulla sulla scorta della Convenzione tra l'Italia e l'Austria conclusa a Vienna il 30 giugno 1975, e che aveva sostenuto di essersi costituita in giudizio al solo scopo di contrastare l'ordinanza ex art. 186 ter c.p.c. emessa nei suoi riguardi al fine di ottenerne la revoca, senza però che tale costituzione potesse implicare l'accettazione del contraddittorio sulla domanda complessiva dedotta con lo stesso atto di citazione).

Cassazione Sezioni Unite, Ordinanza n. 22245 del 17/10/2006

L'ordinanza ingiunzione emessa dal giudice istruttore ai sensi dell'art. 186 ter c.p.c., ancorché contenente una pronuncia sulla giurisdizione, non può considerarsi come decisione sul merito, essendo soggetta alla disciplina delle ordinanze revocabili di cui agli artt. 177 e 178 c.p.c., e non preclude pertanto la proposizione del regolamento di giurisdizione.

Cassazione Sezioni Unite, Sentenza n. 7292 del 17/05/2002

L'ordinanza ex art. 186 ter c.p.c., anche quando contiene una delibazione incidentale su una questione di giurisdizione, è soggetta alla disciplina di cui agli artt. 177 e 178 cod. proc. civ. e non può mai pregiudicare la decisione della causa; tale provvedimento non è, pertanto, impugnabile con ricorso straordinario per cassazione ed i suoi eventuali vizi devono essere fatti valere nel giudizio di merito e, se disattesi, riproposti in sede di conclusioni e quali motivi di impugnazione della sentenza che definisce il giudizio.

Procura lite decreto ingiuntivo telematico

Procura ad litem
Io sottoscritta [Inserire nome della persona che conferisce la procura telematica], Cod. Fisc.: [Inserire codice fiscale], delego e conferisco procura a rappresentarmi, anche in via disgiunta, agli Avv.ti [Inserire nominativo avvocato] (C.F.: [Inserire codice fiscale]; p.e.c.: [Inserire p.e.c.]) e [Inserire nominativo avvocato] (C.F.: [Inserire codice fiscale]; pec.: [Inserire p.e.c.]) nonché a difendermi in ogni fase e grado, anche in esecuzione ed in opposizione, in relazione al procedimento per decreto ingiuntivo da presentarsi presso il Tribunale di [Inserire tribunale di deposito], sezione lavoro, R.G. da assegnarsi nei confronti della [Inserire nominativo controparte] C..F.: [Inserire codice fiscale controparte], con sede in [Inserire sede controparte], in persona del suo legale rappresentante pro tempore.
All’uopo conferisco ai suddetti Avvocati ogni più ampia facoltà di legge, ivi comprese le facoltà di transigere, conciliare, incassare, rinunciare agli atti ed accettarne la rinuncia, farsi rappresentare, assistere e sostituire, eleggere domicili, rinunziare alla comparizione delle parti, riassumere la causa, proseguirla, chiamare terzi in causa, deferire giuramento, proporre domande riconvenzionali ed azioni cautelari di qualsiasi genere e natura in corso di causa, chiedere ed accettare rendiconti, ed assumendo sin d’ora per rato e valido l’operato del suddetto legale.
Eleggo domicilio presso l’Avv. [Inserire nominativo avvocato e indirizzo di studio dell’avvocato].
Dichiaro di essere stata resa edotta circa il grado di complessità dell’incarico che con la presente conferisco, nonché di avere ricevuto tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento sino alla conclusione dell’incarico.
Dichiaro, ai sensi e per gli effetti di cui al D. Lgs. n. 196/2003 e successive modificazioni ed integrazioni, di essere stata informata che i miei dati personali, anche sensibili, verranno utilizzati per le finalità inerenti al presente mandato, autorizzando sin d’ora il rispettivo trattamento.
La presente procura alle liti è da intendersi apposta in calce all’atto, anche ai sensi dell’art. 18, co. 5, D. M. Giustizia n. 44/2011, come sostituito dal D. M. Giustizia n. 48/2013.

Inserire Luogo e data

[Inserire Nome parte]



E’ autentica la firma

[Inserire nome avvocato che autentica la procura telematica]

Istanza accesso atti multa semaforo

Consegnata a mano

Spett.le
Comune di …
Comando di Polizia Municipale Verb. Semafori Serv. Tesoreria

Oggetto: Istanza di accesso formale agli atti amministrativi verbale n. …

Il sottoscritto …, nato a … (…) il …, CF: …., giusta documento d’identità allegato, in riferimento al verbale n. …., vi richiede il rilascio immediato a mano o a mezzo pec all’indirizzo ….
Chiede
Di prendere visione e di ottenere copia, dei seguenti documenti:
a. documentazione fotografica e video relativa al verbale n. …;
b. documentazione relativa alla verifica annuale del V RED;
c. documentazione che indichi l’istallazione dello specifico V Red presso il semaforo posto in via … incrocio via …, direzione …
Offro il pagamento in contanti delle somme dovute per il rilascio di detta documentazione.
Vogliate protocollare la presente richiesta, con l’avvertimento che in mancanza di rilascio immediato non potrò verificare l’impugnabilità della multa e, di conseguenza, riterrò sospeso il termine di cinque giorni per il pagamento in misura ridotta della multa.
Luogo e data
Firma dell’interessato
Allego documento d’identità